Ajaccio


Ajaccio, è innanzitutto un luogo unico, magico. La città si staglia nel cuore di uno dei golfi più belli del mondo, sullo sfondo di montagne innevate fino alla primavera. Alla bellezza dei luoghi fa eco la mitezza del clima e l'arte di vivere «à l'ajaccienne».

AjaccioI colori vivaci, la luce radiosa, i profumi appetitosi, i sorrisi dei suoi abitanti, Ajaccio sa farsi amare a prima vista. Il mattino, assaporate l'atmosfera della città. Gironzolate vicino al porto vecchio, sui mercati pieni di animazione e nelle viuzze dalle nobili dimore della città vecchia. Durante la giornata, gustate il piacere delle spiagge di sabbia bianca dove si fa il bagno fino alla fine dell'autunno. E la sera, dopo lo spettacolo sempre nuovo del tramonto che si tinge di rosso sulle isole Sanguinaires, la notte sarà vostra.

Ricca di feste, di canti, e di riunioni conviviali. Partite alla scoperta delle rive del Golfo di Ajaccio. A nord, la strada che costeggia il litorale passa davanti alla spiaggia di Marinella cantata da Tino Rossi e vi condurrà alla punta di Parata, vegliata da una torre genovese. Un sentiero vi porterà all'estremità della punta per ammirare le isole Sanguinaires o raggiungere le spiagge del grande e del piccolo Capo di Feno. Acque turchesi, un paesaggio selvaggio, questo luogo ben conosciuto dai surfisti vi trasporta ben lontano dalla vita urbana.

Ad Ajaccio, il nome delle strade, le statue, i monumenti, tutto ricorda Napoleone Bonaparte, nato il 15 agosto 1769 in una casa di rue Saint Charles. A nove anni, egli lascia la Corsica per la scuola militare di Brienne. Tenente nell'artiglieria nel 1785, viene nominato tenente-colonnello in seconda delle guardie nazionali ad Ajaccio, nel 1792. Ma a seguito di alcuni incidenti, deve lasciare la sua città natale. Vi ritorna dopo la campagna d'Egitto: l'accoglienza è trionfale.

Console nel 1799, Imperatore nel 1804, egli abdica nel 1814 di fronte all'Europa coalizzata e muore a Sant'Elena, il 5 maggio 1821. La scoperta della città imperiale comincia dalla visita della dimora della famiglia. Saccheggiata nel 1793, quando le forze Paoliste (seguaci di Pascal Paoli) cacciarono i Francesi, essa fu arredata di nuovo dalla madre di Napoleone nel 1798. Appuntamento poi nei saloni napoleonici del Municipio che espongono numerosi ricordi relativi all'Imperatore prima di raggiungere la Cappella imperiale. Uscendo da Ajaccio, potete anche visitare la casa di campagna dei Bonaparte, Les Milelli.

   DA VEDERE

Ai piedi della cittadella di Ajaccio, scoprite la chiesa di Saint-Erasme, patrono dei pescatori, decorata con modellini di barche; la cattedrale (1593) ove Napoleone fu battezzato.

Nel museo Fesch, ammirate le collezioni ricche di capolavori di Botticelli, Bellini, Tiziano, doni del cardinale Fesch, zio di Napoleone.

   DA FARE

Tutte le attività legate al mare: immersioni subacquee tutto l'anno, sci nautico, vela, fun-board, pesca grossa. Una bella passeggiata vi aspetta sul sentiero delle Creste (chemin des Crêtes) che fiancheggia il litorale dal centro di Ajaccio fino alle isole Sanguinaires.

Visitate il Parco A Cupulatta, (la tartaruga) primo centro europeo di ricerca sulle tartarughe, vicino a Vero nella valle della Gravona. All'inizio della primavera, mettete gli sci sull'altopiano d'Ese per una gita nei dintorni dei pozzi (torbiere).

Della canoa-kayak nelle Gole selvagge del Prunelli. Delle passeggiate nella foresta demaniale di Chiavari, a sud di Porticcio. Prendete il sentiero escursionistico Mare e Monti che parte da Porticcio. E se vi sentite in vena, tentate la fortuna al Casino di Ajaccio!

   DA ASSAGGIARE

Per gustare il clima della città, cominciate col prendere l'aperitivo sulla terrazza di un caffé.

Scegliete i pesci ed i prodotti autentici che si trovano sui mercati: i salumi di montagna, i formaggi di capra e di pecora delle valli della Gravona e del Taravo, i calzoni ripieni di bietole , di cipolle o di zucca, le «ambrucciate», torte con il formaggio brocciu, delicatamente profumate al limone che sono accompagnate dai vini DOC di Ajaccio.

Con l'inverno, arriva il momento delle grandi degustazioni di ricci di mare, le «oursinades».

 

Fonte (AGENCE DU TOURISM

 






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